Organizzare e trovare l'insync con Marie Kondo?

martedì 6 dicembre 2016
L'altra sera stavo guardando una delle nuove puntate di Gilmore Girls. A un certo punto Lorelai e sua madre cominciano a parlare di Marie Kondo e del suo libro "Il Magico potere del riordino".

Chi almeno una volta non ne ha sentito parlare? Lo ammetto: non l'ho ancora letto. Non è capitato, ma mi riservo la possibilità di leggerlo prossimamente combattendo l'eventuale scetticismo.

Ho letto articoli e visto video a riguardo però. Ho capito che "l'arte del riordino" è per i giapponesi e per la Kondo una vera e propria cultura.

Come ormai saprete il mio appartamento o bucolocale, come l'ho ribatezzato io, è della grandezza di una stanza. C'è dentro cucina, divano, letto, scrivania, comò.
Questo negli ultimi anni mi ha portato a cercare di abbandonare lo spirito della "collezionista" di oggetti.
Sono un tipo di donna che non riesce a disfarsi di un vestito, di una maglietta, di un cappotto.
Una volta perchè "mi fa pensare a quella volta che..."; una volta perchè "E se poi mi serve?".
A volte è comico, perchè pensiamo che un giorno potrebbe tornarci utile quel paio di stivali da neve dell'anno 1996!
La Kondo consiglia di riunire tutto ciò che si possiede, una categoria alla volta, e di tenere poi solo le cose che "sprigionano gioia", oltre a scegliere un luogo dedicato per conservarle nel tempo.
Uno stile di vita, più che una tecnica di riordino, verrebbe da pensare.



Quando vivi "in un minuscolo spazio vitale" devi staccarti necessariamente da certe attitudini e diventare molto meno permissiva nei confronti di quel lato di te che ti porta a conservare di tutto.

Ricevute, bigliettini, fiori secchi...

Avere troppi oggetti, specialmente se in spazi ristretti, può davvero cambiare la percezione delle cose.
Farci sentire oppressi, soffocati. Questo si riversa sul nostro sistema nervoso.

Non mi sento assolutamente una "riordinatrice seriale", forse Marie Kondo non mi assumerebbe mai come assistente, però cerco di tenere sotto controllo la casa, nella speranza che non esploda per i troppi oggetti accumulati!



Marie Kondo fa parte del progetto #insync di Activia, come me, e nel video che inserisco qui sotto racconta di come le piaccia concentrarsi su piccole attività semplici ogni giorno per riequilibrarsi. Una volta terminata la fase di riordino, il sentirsi circondata solo da cose che ama davvero le fa percepire che corpo e mente sono allineati. Quello il momento di #insync perfetto.



Pur non avendo applicato il suo metodo del riordino, ma solo il mio metodo, ovvero quello di conservare unicamente ciò che davvero penso di utilizzare, riesco comunque a capire la sensazione di #insync che si prova dopo aver riordinato. Dopo essersi disfatti di elementi superflui e non necessari, senza accumulare.

Certo, non sono così brava come dico, continuo ad incappare in alcuni "errori"! Però sono già migliorata moltissimo rispetto a qualche anno fa.

Voi cosa pensate diq eusto argomento? Siete delle collezionatrici seriali di oggetti? Amate riordinare per sentirvi insync?

Se volete raccontare come allineate mente e corpo, come riuscite a gestire il vostro "critico interiore" e in che modo avete ispirato qualcuno o qualcuno ha ispirato il vostro percorso alla ricerca dell'equilibrio lasciatemi un commento o scrivetelo QUI. La vostra storia potrebbe far parte dell'Insync book creato da Marie Kondo!


4 commenti on "Organizzare e trovare l'insync con Marie Kondo?"
  1. Collezionatrice seriale? Presente! Conservo oggetti da quando avevo 8 anni: il bigliettino scritto dalla mia migliore amica, il fiorellino di campo regalatomi dal mio primo fidanzatino, lo scontrino di una pizza come testimonianza di una serata indimenticabile. C'è una poesia meravigliosa di Borges che ti consiglio di leggere, si intitola "La cose" e mi rappresenta pienamente. Adoro i ricordi legati agli oggetti e non suscitano in me una sensazione di soffocamento, anzi...! Tuttavia, sono anche una persona molto ordinata, quasi maniaca direi. Eh sì, quando riordino le mie cose mi sento contenta, soddisfatta e in armonia! Quindi insync, giusto? :) Ciao Sistiana!

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  2. Ti basterebbe una foto della mia cucina per...spaventarti?...incuriosirti?...sentirti soffocata?....o sentirti tipo in una soffitta in cui frugare per trovare ,l'uno accanto all'altro, un mobiletto dell'800 e una sedia rubata alla spazzatura....Perché tra i miei oggetti non vigono classi sociali :D A seconda di chi entra cambiano le reazioni, le mie e le sue..A volte, con coloro che non sento profondamente in sintonia con me, mi sento in imbarazzo e quasi in dovere di scusarmi di avere così tanti oggettini e cianfrusaglie... a chi voglio bene e a chi so che mi apprezza racconto la storia di tutte le mie teiere e mostro i cestini pieni di spezie aprendoli per farli annusare :) non riesco a staccarmi dalle mie cose, ho avuto troppi lutti, ed ho viaggiato troppo poco cosicché ogni briciola degli altri mondi, che sia raccolta da me e da mio marito nei suoi viaggi di lavoro, è conservata a creare mio personalissimo universo..

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  3. Ciao Sistiana, io sono cresciuta con una nonna che ha sfiorato davvero il famoso stile del programma "sepolti in casa" non a quei livelli però le piaceva un sacco accumulare e sua figlia, cioè mia madre non ha certo riportato il suo atile in casa nostra, ma le piace conservare cose che io ritengo inutili con il tempo. Quindi nel momento in cui sono andata a vivere per conto mio ho sempre detto che avrei fatto il contrario. A me non piace conservare o perlomeno conservo le cose che davvero mi piacciono. Anche per pulire non amo avere tremila oggettini e visivamente mi piace la semplicità. A volte poi mi prende una voglia incredibile di eliminare ancor di più il superfluo e quello mi fa stare bene.
    Ciao, baci.

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  4. A rapporto.Io non posso parlare:sepolta dalle carte,libri,cd,videocassette,abiti vecchi,dagli oggetti personali più quelli accumulati in varie collezioni :-(((
    Si è aggiunta la mania di accumulare anche i contenuti digitali. Penso di avere un serio problema!
    Rimando sempre il rimettere in ordine e disfarmi dell'inutile perché mi mette in crisi(per me quasi tutto potrebbe essere utile). Penso che per una giapponese,abituata al minimalismo delle abitazioni tipico della loro cultura sia tutto più facile,è quasi una scelta obbligata...
    Ti ringrazio molto per il focus sull'argomento,spero mi sia da stimolo!

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